PALAZZO CASTRIOTA SCANDERBERG Luxury B&B

PALAZZO CASTRIOTA SCANDERBERG

Alle porte di Gallipoli, a pochi minuti dal mare, sorge in quel di Alezio Palazzo Castriota Scanderberg un edificio risalente al XVIII secolo, Dimora storica, dove trascorrere soggiorni rilassanti in un’atmosfera pittoresca, alla riscoperta dei profumi, dei colori, dei rumori e degli spettacoli della natura che solo giardini così belli riescono a regalare. Recentemente ristrutturato, oggi il Palazzo è un bed and breakfast con 6 camere, ambientazioni uniche, suddivise in camere confort, superior, deluxe e suite, diverse per tipologia e dimensioni, arredate con semplicità e classe e dotate di tutti i comfort, offre una piscina stagionale all’aperto, un bar in loco.

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UNA STORIA MERAVIGLIOSA
Una antica teoria dice che la vita sia composta da dodici stanze. Sono le dodici stanze in cui lasceremo qualcosa di noi, che ci ricorderanno. Dodici sono le stanze che ricorderemo quando passeremo l’ultima. Nessuno può ricordare la prima stanza perché quando nasciamo non vediamo, ma pare che questo accada nell’ultima che raggiungeremo. E quindi si può’ tornare alla prima. E ricominciare…

Questa storia inizia nel 1846 con la nascita del mio bisnonno Luigi Castriota. Sono ormai 10 anni che l’Unità d’Italia è cosa fatta e Luigi, ormai trentacinquenne, convola a nozze con Isabella De Simone. Luigi e Isabella amano la vita bucolica e la campagna ed in occasione dei lavori di ristrutturazione del palazzo incaricano un artista (tal Paiano, pittore emerito) di decorare con scene agresti il soffitto della “galleria”, come veniva chiamato il grande salone. Una frase celebre di Cicerone sul lavoro nei campi completa l’opera d’arte. Alcuni anni dopo Luigi, già proprietario terriero e noto amministratore di grosse aziende, fa il grande passo: acquista la masseria dai Bardoscia di Galatina. Originariamente estesa 77 ettari, prevalentemente ad oliveto, contava inoltre varie produzioni agricole: 10 ettari per la coltivazione di negroamaro e malvasia che gli frutteranno due diplomi, due medaglie di bronzo e una d’oro; 5 ettari di grano, pomodoro per il commercio, ortaggi e verdure per uso familiare, fichi e mandorle in quantità, carrube per l’alimentazione dei cavalli allevati per il trasporto…
Per avvantaggiare la lavorazione delle olive attrezza l’azienda di un frantoio all’avanguardia per l’epoca fornito di moderne presse e di una locomobile a vapore per la movimentazione delle molazze. Trascorrono gli anni e le felici estati in campagna, i figli nati sono tanti, ben nove.
Due di loro, Salvatore e Augusto, condurranno l’azienda sino alla metà del 1900. A continuare sarà Salvatore e dopo di lui l’unico figlio maschio Luigi. Attualmente passata nelle mani del figlio Salvatore che realizzerà la ristrutturazione del palazzo, oggi diventato accogliente e signorile luogo di ospitalità.

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